L’inizio di tutto

Per realizzare il nostro sogno dovevamo prima di tutto trovare la casa ideale. La ricerca, condotta a tappeto sul territorio è durata alcuni anni. Poi finalmente la svolta decisiva: nel 2001, infatti, si è presentata l’occasione di acquistare una grande casa in stato di abbandono da più di 30 anni​, con annessi vigneti, campi e boschi. Un posto meraviglioso sulla collina San Luigi, a pochi chilometri dal paese di Dogliani, dove si trovano alcune tra le migliori cantine di Dolcetto di Dogliani.

Studiando un’antica mappa della zona risalente alla metà del ‘700, abbiamo scoperto che la casa era segnalata allora come “Cascina Corte”. Abbiamo deciso così di recuperare il nome, che molto probabilmente riconduce a un tal Ignazio Corte, personaggio famoso nato a Dogliani all’inizio del 1700, che aveva intrapreso una brillante carriera alla Corte del Re a Torino, diventando Gran Cancelliere.
Dopo l’acquisto, Ignazio Corte aveva trasformato la casa, i cui impianto era molto antico, in un palazzotto di campagna, arricchendola con stucchi, voltini, finestre ovali, soffitti a cassettone, porte e sovrapporte, e ampliandone le scale.

I primi passi

Nonostante i tanti anni di abbandono, questi elementi erano ancora ben visibili, a testimonianza di un passato fastoso. Finalmente avevamo trovato il posto che corrispondeva alle nostre aspettative: una bella, vecchia, affascinante casa, del tutto autentica, senza brutte costruzioni moderne nelle vicinanze, con vigne tutt’attorno. Un posto a pochi chilometri dal paese più vicino – cosa assai importante per noi cittadini –, non tanto sperduto quindi, con una vista bellissima sulle colline verso Monforte a ovest, e sulle montagne alle spalle di Mondovì a est. Nel 2002 abbiamo cominciato di buona lena i lavori per riportare la proprietà all’onor del mondo. Non sapevamo ancora quale impegno avrebbero richiesto e quante difficoltà avremmo incontrato cammin facendo. Ma il nostro entusiasmo era alle stelle e ci siamo concentrati sulla pianificazione dei lavori, i tempi e le priorità.

La nostra idea è stata quella di sistemare al più presto l’azienda vitivinicola per avviare un’attività lavorativa. Così abbiamo deciso la seguente scaletta dei lavori:

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Ristrutturare le vecchie vigne

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Costruire la cantina

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Ristrutturare la casa

Data la nostra inesperienza nel settore vitivinicolo, e pensando che non fosse così semplice improvvisare un mestiere, ci siamo molto presto affidati alla supervisione di due grandi professionisti per farci seguire sia in vigna che in cantina: l’agronomo Giampiero Romana e l’enologo Beppe Caviola.

I primi risultati

Avevamo saputo dai precedenti contadini che le vigne erano state piantate subito dopo la seconda guerra mondiale. Si trattava perciò di vecchie vigne che producevano poca uva ma di ottima qualità. Per la verità, le vigne erano state sfruttate da tanti anni per ottenere grandi quantità di uva da vendere, e necessitavano di lavori fondamentali: i pali e i fili erano da sostituire e mancavano tante piante che nel tempo si erano perse senza essere ripiantate. Nonostante tutto, con una visione un po’ romantica, decidemmo di non estirparle o cambiarle radicalmente, come da più parti ci veniva suggerito, ma di ristrutturarle con un lavoro certosino.

Nel 2002 abbiamo fatto richiesta per la certificazione biologica dell’azienda che, dopo 3 anni di conversione, abbiamo ottenuto nel 2005.

Inoltre, abbiamo deciso nel 2003 di piantare 2 nuovi vigneti proprio davanti a casa, utilizzando appezzamenti molto ben esposti in cui da alcuni anni le vigne erano state sradicate e sostituite con campi di girasoli. Abbiamo impiantato una vigna di barbera e una vigna di nebbiolo, ampliando e diversificando così la nostra produzione di vini, che inizialmente era solo di Dolcetto.

Ultimati i lavori nei vigneti, abbiamo affrontato il problema della costruzione di una cantina. In effetti, nonostante le sue notevoli dimensioni e le vigne tutt’attorno, la cascina era dotata solo di una minuscola cantina. Noi volevamo una struttura semplice ma funzionale e ben attrezzata, dove la temperatura si mantenesse costante. Così abbiamo pensato di costruire la cantina sotto una collinetta adiacente alla casa. Sbancando la collina, abbiamo fatto di tutto comunque per mantenere in piedi la piccola, storica cantina che attualmente funge da sala di degustazione.

Cascina Corte oggi

Dopo il 2003, abbiamo ampliato il numero dei nostri vigneti e le varietà di vino prodotte, tra cui il Riesling e la Nascetta, e successivamente la Freisa e il Pinot Nero.

Dopo quattro anni di lavori (due per la sistemazione delle vigne e due per la costruzione della cantina), eravamo finalmente in grado di vinificare a casa nostra. Nei primi anni infatti avevamo potuto vinificare solo nello spazio che il nostro enologo ci aveva gentilmente messo a disposizione nella sua cantina di Dogliani.

Eravamo arrivati ad un punto importante ma rimaneva ancora da affrontare tutto il lavoro relativo alla ristrutturazione della casa. Dalle foto potete facilmente capire in che stato si trovava: vi lasciamo immaginare quindi l’impegno che un tale lavoro ha richiesto!

A settembre del 2008 comunque, dopo altri due anni circa, abbiamo potuto finalmente trasferirci e cominciare la nostra nuova vita a Cascina Corte.

Pian piano abbiamo anche ultimato 3 camere destinate ai nostri ospiti. Le abbiamo pensate come camere di casa nostra, riutilizzando molti vecchi mobili di famiglia e cercando di creare degli ambienti accoglienti e non anonimi. Perché ci piace l’idea che le persone si sentano come ospitate in casa e possano godere di un clima molto famigliare.

Amalia e Sandro.

Dogliani – Il territorio

A sud-ovest, Cascina Corte guarda l’altopiano di Carrù e, in lontananza, le Alpi Marittime con il Monviso. A nord-est il paesaggio, bellissimo, è più raccolto e, sullo sfondo, si vede il paese arroccato di Monforte.

Dogliani è raggiungibile facilmente dalle strade di Langa (da Barolo, da Monforte d’Alba o da Belvedere Langhe), oppure dalla “fondovalle” tra Monchiero e Farigliano. Poco prima di giungere alla cima della collina San Luigi, la più estesa tra Dogliani e Monforte, sulla destra è possibile imboccare una stradina non asfaltata che conduce alla nostra cascina.

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